isa disoriente nota cd 440 2003

Isa, cantautrice torinese dai natali sanremesi, è un caso raro di donna che firma sia i testi sia le musiche delle sue canzoni, a cui offre una vocalità intensa e dall’ampia tavolozza di colori. La musica evoca atmosfere acustiche, che si muovono dal folk al jazz, dove la sua chitarra è tratto distintivo. Dopo una ricca attività live, Isa arriva all’esordio discografico con Disoriente, prodotto da Valter Colle per la Nota Music.

Isa, cantautrice, una voce limpida e avvolgente racconta una ricchezza comune, spesso nascosta alla rotta dell’occhio ma presente alla rotta del cuore. Al sestante, uno spirito senza requie. A bordo, una generazione che ha già provato tutto e ancora non ha scelto, non ha saputo, non ha cambiato, non è diventata. Ma che saprà, e diventerà – oh, se diventerà. Le premesse, e le promesse, ci sono tutte.

L’album si avvale del talento chitarristico e della direzione artistica di Michele Pucci, con Simone Serafini al contrabbasso, Federico Missio al sax, U.T. Gandhi alle percussioni e la voce di Alessio Lega. E con la partecipazione straordinaria della fisarmonica e della voce di Gualtiero Bertelli. Disoriente è un’invenzione che è come uno smarrimento, una nave senza nome, un luogo della mente. Ma anche un viaggio di ricerca, una possibilità, una ricostruzione. Disarmante delirio, o desolazione dilagante, oppure disattesa disarmonia, eternamente divertente.

Quattordici tracce – interamente scritte da lei, caso raro nella nostra canzone d’autore femminile – che sono un unico e continuo movimento dell’anima, nate da un’urgenza, o come una riflessione. Maturate, a volte. Altre, più semplicemente, traboccate. Disoriente è esperienza, consolazione, guarigione. È comunicazione, è il viaggio dell’andata e del ritorno, è seduzione. Un album acustico, dove la musica completa ed esalta il paesaggio sonoro creato dal linguaggio. Oltre alla lezione della canzone d’autore, affiorano riferimenti folk, latini e jazz che convivono pacificamente, risvegliati e sostenuti dalla voce di Isa, uno strumento che si rivela un solido complesso, un prisma con molte facce, una stella con molte punte. Ma la radice espressiva è sempre la stessa. Sempre la stessa necessità di cantare. Nel desiderio di indossare una luce dentro, magari tanto sonora e suadente da incantare e fermare i viandanti…

 

Nota CD 440—2003

p. o. box 18733100 Udine tel/fax 0432582001

info@nota.it

Notturno italiano Una tempesta d’autunno, la Riviera, una corsa in macchina verso la Francia, l’ultimo tentativo d’amore prima che scoppi la guerra del silenzio.

Sirene Una canzone che disegna gli inafferrabili, quelli che non vogliono o non possono scegliere di essere carne o pesce, perché per natura loro si trovano a essere carne e pesce insieme, come le sirene.

Disoriente Seguendo il disoriente, pensando trasparente, sogniamo sogni, aspettiamo risposte, siamo stelle d’assalto. La speranza è di imparare lungo la rotta una sinfonia d’equilibrio, dal momento che il nido è in un cespuglio di rovo.

Arco Baleno L’uomo è un’impronta, e un catalogo, e ogni nome è una scelta, e ogni scelta riporta, e confonde. Ma se l’uomo fosse un delfino, cosa sarebbe l’onda?

La bicicletta e lo specchio Non importa come e quando ci chiamerà il futuro, sappiamo che sarà, che già ci sta venendo incontro, a tempo di samba. L’importante è che ci colga all’erta, vivi, in movimento.

Ninnannà A volte è un respiro, una voce che ti culla prima di prendere sonno. A volte si rivolta, e diventa un ricordo, una voce che ti tocca e ti impedisce di prendere sonno.

Dancing Una sala da ballo o una vita intera, un sax o una darbucca, ogni traccia porta in sé un mutamento, una scusa per muovere i fianchi. Con un colpo di coda, una scommessa, potremmo cambiarci l’esistenza…

La mongolfiera Non siamo tutti pescatori, ma siamo tutti dei briganti, facciamo mercato e siamo mercanzia. Ci vuole coraggio, a vivere interamente l’armonia del corpo e della mente.

Histoire “Ho letto tutti i libri, ma la carne è triste”, scriveva Mallarmé. Se non si trova completezza, se non si è accettati per come si è, a nulla valgono le pagine e i ricordi. Meglio una memoria a lettere di fuoco che una “histoire banale”, per dirla con le parole di Marguerite Duras.

Piccolina Una storia d’amore virtuale, fatta di colpi fulmine, colpi di testa, colpi di vento, e un anno di colpi di telefono, tra una donna imprendibile e un uomo che non voleva prendere niente.

Visi Una pioggia di colori per disegnare il profilo di un domani che ci verrà a consolare del freddo e del buio. La teoria corale delle regole che portano la chiave del cuore.

Rosa Rosèta Nell’espressione della madrelingua, il dialetto di Mongardino d’Asti, sul filo della fisarmonica una storia antica di ballo e di colline, di gonne e di desideri d’oro e d’argento, fin che ce n’è.

L'angelo Una voce e un pianoforte. Una donna e la sua vita. Senza maschere, senza armature, senza barricate, senza tregua, senza fiato, senza fine. Con l’anima tra le mani, con un vestito da angelo.

La buonasorte Una favola ironica di malinconica allegrezza, o di allegra malinconia, perché sia chiaro che fin qui abbiamo anche scherzato, nessuno è veramente perso nel disoriente: al centro della musica è il tempo del miracolo.