Made in Italy

All’insegna della contaminazione, un’esperienza di parole e voci, corpi e musica. Made in Italy, spettacolo teatrale ispirato a “L’orda – Quando gli albanesi eravamo noi” di Gian Antonio Stella, si affianca (e si mischia) con la canzone d’autore, incarnata in questo caso da Isa. Un esperimento ardito, un evento unico di teatro-canzone, un modo per riflettere sul nostro passato e magari capire un po’ meglio il presente.

LO SPETTACOLO: Racconta cinque storie vere di emigranti, piccole ma significative testimonianze di quei 27 milioni di Italiani che si sono riversati un po’ ovunque nel mondo, in un periodo recente della nostra storia (1876-1976). Alcuni per scampare alla fame e ai disastri lasciati dalle guerre, inseguendo un sogno di felicità; altri per sfruttare la condizione di estremo bisogno dei propri compagni di viaggio e sviluppare affari illeciti. Una situazione che ancora oggi si ripete per altre popolazioni. Scritto da Christian Elevati e Giuseppe Scutellà; con Lisa Manzoni, Gianni di Berardino, Giuseppe Scutellà; regia di Giuseppe Scutellà.

LE CANZONI: L’imponente emigrazione storica italiana ha lasciato una traccia indelebile nelle canzoni,che sono per definizione voce del popolo. Innumerevoli le ballate e i ritornelli degli emigranti. La canzone d’autore, anche in tempi recenti, ha raccolto massicciamente questo tema. Insieme al pianoforte di Marco Spiccio, Isa presterà voce a una serie di canti nuovi, ma fitti di echi antichi, che accompagnano nel suo sviluppo drammaturgico questo lavoro teatrale, come una porta continuamente aperta e schiusa su una condizione umana, che è esistenziale prima ancora che sociale: quella del migrante.

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Una serie di punti interrogativi ben rappresenta il titolo non ancora trovato del prossimo cd di isa. “Bella figlia”? “liquidobliquo”? “Isa”? Si accettano suggerimenti… Ma la cosa importante è che al momento le canzoni sono quasi pronte e sono già stati trovati dei meravigliosi collaboratori: il versatile chitarrista dalle spalle più ampie del mondo,
Franco Ranieri, e l'incommensurabile maestro Guido Facchini. Entrambi presi a prestito dall'amico John De Leo assieme, forse, alla sua straordinaria voce (se fra tutti e tre riusciremo a corteggiarlo con sufficiente dolcezza).

Il progetto è ancora largamente in divenire, per il momento si esprime in forma live con lo spettacolo L’incrocio della voce. Fra musica e parole. Intanto però ha già fruttificato: nel gennaio del 2005 è nato un demo, registrato da Franco Beat Naddei a CosaBeat, una magnifica cascina di Villafranca di Forlì, che ci ha portato qualche soddisfazione – le finali del del Premio De André a Roma (luglio 2005) e del premio tutto piemontese Molecole di Musica (dicembre 2005) con il brano L’oracolo, e con la canzone Bella figlia la finale del premio Bianca D’Aponte “Sono un’isola” ad Aversa (ottobre 2005),  ma soprattutto la vittoria del premio “Un mare di donne” a Camogli (agosto 2005). 

L’incrocio della voce.

Fra musica e parole

L’anima delle parole incontra un’armonia elettronica

 

Dopo gli ottimi riscontri del primo album Disoriente, Isa presenta un nuovo progetto, uno spettacolo con la direzione artistica di due musicisti di grande valore, Guido Facchini e Franco Ranieri.

Fra le armonie calde ed elettroniche intessute da questi eclettici artisti la canzone si stende come un filo di seta e la voce di Isa, “una delle più ricche e interessanti emerse negli ultimi anni” (come sostiene la critica), vi cammina sicura e spettacolare, si muove come se volasse, facendo della sensualità la canzone della vita, della poesia le parole dell’amore, della meraviglia lo sguardo del tempo. Con un  rilevante bouquet d’inediti, inframmezzato da alcune tra le più belle canzoni del suo primo disco, e qualche cover (Fossati, De Gregori…). Un concerto che prende e sorprende.

Isa. Cantante colta nei temi e nelle forme, popolare e piacevolissima negli esiti, con alle spalle la gavetta indispensabile di centomila serate dove la musica si fa davvero (dall’esordio nel 1985 i teatri, le rassegne, i pub, le piazze non si contano). La sua è una intensa e personalissima testimonianza della migliore canzone d’autore già racchiusa in Disoriente, il suo disco d’esordio arrivato ad un soffio (il secondo posto) dalla vittoria nelle opere prime nel premio Tenco 2003 (giusto dietro Morgan). I suoni acustici e i ritmi latini, il jazz e le contaminazioni mediterranee; la potente anima melodica nella voce e la poesia, cantabile, cantata, vera.

Guido Facchini. Pluripremiato come arrangiatore nelle platee più nobili come in quelle più popolari, nella Sanremo del Club Tenco come in quella del Festival della canzone, per lo straordinario lavoro d’invenzione sonora del progetto Quintorigo, tanto fuori dagli schemi quanto già classico. Nel progetto con Isa stende tappeti elettronici, manipola suoni campionati, si innalza in impennate pianistiche liquide e oblique.

Franco Ranieri. Affermato musicista della scena jazzistica italiana contemporanea, musicologo, insegnante, abituale chitarrista di John De Leo: una macchina ritmica, un artista la cui solidità e versatilità permette ogni svolo di fantasia melodica e armonica.

Isa al Rock LabIsa