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A volte mi penso in un campo di grano Gira e volta a consegnare croci al vento Avessi una pianta d’appartamento Sarei il bastone e il bastimento Di un piccolo mozzo di frontiera Che sogna l’alba a Singapore E naviga Otranto-Marghera Ma mi vedono scoglio nel torrente Solida e trasparente E piccoli piedi per strada passare Piccola madre senza un altare E che fare, di milioni di baci non dati, inconsolati Bella figlia dell’eterno ruolo che l’inverno Accompagna fino al fondo Bella figlia che l’inferno rode dall’interno Mentre scivola nel mondo Ogni mese bevo amaro e maledetta la fontana Che mi sa di non ritorno E benedetta la fontana, che finché c’è fontana Allora, forse, un giorno… Li mangio tutti con gli occhi Torno a casa a pancia vuota Per cenare malamente Poi porto fuori il cane A volte mi penso come un campo di grano Gira e volta, volta e gira e cambia il tempo Sapessi con quanto sentimento Avrei scelto te e le tue labbra soltanto Per un piccolo patto di frontiera Che sogno d’albe e di cupo splendore E bastimenti d’amore nella sera Ma mi credono scoglio nel torrente Lucida e travolgente E piccole mani distratte toccare Piccola madre senza un altare E che fare, di milioni di baci non dati, dimenticati Bella figlia dell’eterno ruolo che l’inverno Accompagna fino al fondo Bella figlia che l’inferno rode dall’interno Mentre scivola nel mondo Ogni mese bevo amaro e maledetta la fontana Che mi sa di non ritorno E benedetta la fontana, che finché c’è fontana Allora, forse, un giorno… Li mangio tutti con gli occhi – Torno a casa a pancia vuota Per cenare malamente – Poi porto fuori il cane Li mangio tutti con gli occhi – E torno a darmi dell’idiota Che nessuno si scrive niente – E mi resta sempre il cane A volte mi vedo come un campo di grano Gira e volta prendo il volo con il vento Gira e volta prendo il volo Gira e volta… |